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Nel 1707 con il crollo della Signoria Gonzaghesca, il territorio mantovano passò sotto la dominazione austriaca. Il governo austro-ungarico assicurò a Mantova una relativa autonomia, sia a livello socio-culturale che urbanistico- architettonico.

Palazzo dell’Accademia

Opera del Piermarini, alfiere del Neoclassicismo in terra lombarda, il palazzo dell’Accademia verrà realizzato nel 1773 dall’architetto veronese Paolo Pozzo, che introdusse la “Sala delle sedute riservate” riccamente ornata a stucchi. 

Nel 1775 vi fu la solenne inaugurazione del Palazzo con l’insediamento della Reale Accademia di scienze e belle lettere istituita a Mantova da Maria Teresa d’Austria. Attualmente é la sede della Accademia Nazionale Virgiliana, un ente di alta cultura, che deriva dall’Accademia degli Invitti, un sodalizio seicentesco di carattere letterario sorto in piena epoca gonzaghesca. Il palazzo dell’Accademia ospita al suo interno il Teatro Scientifico di Antonio Galli Bibiena.

 

Teatro Scientifico Bibiena

Il teatro Scientifico, gioiello dell’architettura barocca, fu commissionato dall’Accademia dei Timidi ad Antonio Galli Bibiena nel 1767.

Un teatro da godere più con l’udito e l’intelletto, con pianta a campana e quattro ordini di palchi, destinato  prevalentemente ad incontri di tipo scientifico- culturale. Ciò spiega la rinuncia al palcoscenico e la collocazione in fondo all’ambiente di una tribuna. Il teatro impreziosito dalle statue di illustri mantovani (Virgilio, Bertazzolo, Pomponazzo e Baldassar Castiglione) si impose per la squisita eleganza. Venne ufficialmente inaugurato con un memorabile concerto tenuto dal quattordicenne Wolfang Amadeus Mozart la sera del 16 Gennaio 1770.

Biblioteca comunale Teresiana

Il 30 Marzo del 1780 venne inaugurata a Mantova la Biblioteca Comunale Teresiana per volontà di Maria Teresa d’Austria: una biblioteca pubblica in quello che era il Palazzo degli Studi di proprietà della Compagnia di Gesù. Il Palazzo, sito nell’ attuale via Ardigò, nel 1620 fu adibito ad istituto universitario e ripartito in tre facoltà: teologia, legge, e medicina. Nel 1763 l’architetto bolognese Alfonso Torreggiani restaurò la facciate in chiave neoclassica.

Al primo piano si ammirano due sale, dette “teresiane” , la prima delle quali é impreziosita dall’arredo ligneo progettato dall’architetto Paolo Pozzo. Nella biblioteca sono custoditi più di 250.000 volumi,  tra i quali spiccano migliaia di incunaboli, codici miniati e manoscritti di grande valore.

All’interno di una politica culturale illuminata voluta a Mantova da Maria Teresa, la biblioteca assunse un ruolo fondamentale per la cultura, lo studio e la ricerca.

 

Palazzo d’Arco

 

 

L’imponente palazzo Neoclassico fu edificato dall’architetto Antonio Colonna fra il 1782 e il 1792 su commissione di Giambattista Gherardo d’Arco.

 

La nobile famiglia comitale, originaria d’Arco, in provincia di Trento, si era stabilita definitivamente a Mantova nel 1740  e rivestiva importanti incarichi presso l’Amministrazione   Austriaca. Il Palazzo fu lasciato alla città di Mantova dall’ultima discendente della nobile casata, la contessa Giovanna d’Arco Chieppio Ardizzoni marchesa Guidi di Bagno, che si spense il 30 settembre 1973. 

 

All’elegante cortile interno, chiuso da una esedra, ruotano attorno tre corpi di fabbrica. Vertice artistico del Palazzo é la Sala dello Zodiaco o del Falconetto, l’artista rinascimentale considerato il “trait d’union” tra Andrea Mantegna e Giulio Romano.

 

All’interno del Palazzo, la cospicua pinacoteca, la sala del Bazzani, i lampadari di Murano, gli strumenti musicali, la preziosa biblioteca, gli stipi in ebano e avorio, le cineserie e la straordinaria cucina ottocentesca ricca di rami, rendono questo museo una realtà eclettica, di rara bellezza.  

 

Nella storia, il Conte Francesco Eugenio d’Arco, accolse nel gennaio del 1770 l’allora quattordicenne Wolfang Amadeus Mozart, con il padre Leopold,  in Italia per una tournée (v. Teatro scientifico Bibiena).

 

Infine, sotto la dominazione napoleonica, il 19 febbraio del 1810 si tenne il processo all’eroe tirolese Andreas Hofer.

La Mantova del Settecento è ricca  di cultura e di raffinata eleganza. Vieni ad ammirarla !

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