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Mostra di Raffaello 2020 a Roma

Nell’anno in cui si celebrano i Cinquecento anni della scomparsa di Raffaello Sanzio – Roma 6 Aprile 1520 – a partire dal 5 Marzo, nelle Scuderie del Quirinale,una grande mostra monografica con oltre duecento capolavori (dipinti e disegni) che rendono noto a livello mondiale l’artista urbinate. Non solo Roma ma anche  Mantova con gli Arazzi Gonzagheschi é orgogliosa di ricordare Raffaello Superstar del Rinascimento.

Arazzi di Raffaello presso Palazzo Ducale di Mantova

Nel complesso museale del Palazzo Ducale di Mantova é esposta la celebre serie di Arazzi fiamminghidegli “Atti degli Apostoli” tratta dai cartoni di Raffaello. L’intero ciclo si compone di nove arazzi e si tratta della seconda edizione acquistata nel 1559 dal Cardinale Ercole Gonzaga, che fece aggiungere le proprie insegne nelle bordure decorate a festoni vegetali e allegorie mitologiche. Raffaello curò i cartoni su commissione di Papa Leone X tra il 1514 e il 1516. Tessuti in Fiandra da Pieter van Aelst avrebbero dovuto ornare la Cappella Sistina dove furono esposti alla fine del 1519 e fecero scrivere ad un contemporaneo “ Che furono giudicati la più bella cosa che sia stata fatta in lo genere a nostri giorni…”.

Gli episodi rappresentati sono una celebrazione di Pietro (il primo Papa) e di Paolo con storie tratte dagli Atti degli Apostoli e dai Vangeli di Luca e Giovanni. La serie di Mantova fu eseguita da arazzieri brussellesi identificabili dalle sigle in Jan van Thieghen, Nicholas Leyniers e nel cosiddetto “Maestro della Marca Geometrica”. Il Cardinele Ercole li lasciò in eredità al Duca Guglielmo Gonzaga perché li destinasse alla Basilica Palatina di Santa Barbara. Nel 1776 furono ceduti all’amministrazione imperiale asburgica che provvide a collocarli nell’Appartamento Verde in Corte Vecchia, ripristinato per l’occasione in chiave neoclassica. La guarigione dello Storpio ha come protagonista Pietro colto nell’atto di miracolare l’uomo deforme che gli chiede l’elemosina. Con autorevolezza il Primo apostolo risponderà: “Non ho né oro né argento da darti ma in nome di Gesù cammina”. L’intera composizione é inquadrata da un ricco loggiato con colonne tortili ed é animata da gruppi di persone atteggiate con estrema libertà. Essi convergenti verso la figura di Pietro, monumentale e statuaria.

Nel percorso all’interno del Palazzo Ducale di Mantova si potrà ammirare questa splendida serie che i Gonzaga, ricchi e colti mecenati, hanno commissionato per rendere ancora più sontuoso l’aspetto del loro Palazzo in forma di città.

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